Carissimi amici,
l'esperienza della nostra attivazione si sta silenziosamente diffondendo. A parte una mia iniziale attività di portare a conoscenza via email la nascita di questo sito e del suo contenuto presso altri siti sensibili alla tematica non ho mai personalmente voluto spingere per la sua divulgazione. Innanzitutto perchè, trattandosi fondamentalmente di un intento che una persona sceglie di dare a se stessa, necessita di una decisione libera e autonoma. Quindi, per quanto riguarda in parti
colare me in quanto ideatore di questa attivazione, mi pareva e mi pare tuttora molto più appropriato evitare di invitare o consigliare di farla quanto piuttosto lasciarla libera e condivisa in modo che qualcuno che avesse a sentirla come adatta al suo percorso ne sia in qualche modo "richiamato" e la possa incontrare come risultato di un suo personale percorso di ricerca. E un po' così che funziona la sincronicità.
Altra cosa. Inizialmente intuivo l'attivazione come uno strumento potenzialmente molto valido ma non sapevo se fosse adatto o potesse essere apprezzato da poche o da molte persone. Ho pensato quindi: lasciamo tutto disponibile, chi è interessato in qualche modo la troverà. Chi non è interessato non verrà inutilmente importunato da eventuali miei inappropriati inviti.
Sia chiaro, questo che ho appena condiviso è un mio personale approccio, ma la sincronicità che fa arrivare qualcuno a conoscenza di quest’attivazione può scegliere di passare per un’infinità di strade, compreso anche l’entusiastico passaparola da parte di qualcuno che l’ha considerata per sé uno strumento interessante.
Di fatto ora, a quasi un paio d’anni dalla sua pubblicazione, in migliaia oramai l’avete personalmente utilizzata. Segno che, almeno a livello intuitivo, il senso dello strumento è stato abbastanza largamente accolto. Questo vostro largo favore ha dato modo anche a me di comprendere meglio come, ferma restando la sua imprevedibilità sul piano personale, in linea di massima l’attivazione si manifesta in coloro che l’hanno effettuata.
Ci sono quindi un paio di implementazioni informative che mi sento in grado di dare a coloro che già hanno fatto l'attivazione e a coloro che si accostano ora a questo strumento e che possono rendere forse più fruttuoso il suo impatto sulla propria esperienza.
L’IMPATTO INIZIALE – EVENTUALI DISTURBI FISICI POSSONO ESSERE EVITATI?
Come possiamo notare anche dai commenti e dalle testimonianze condivise sul sito vi sono diverse persone che mi hanno comunicato che durante l’attivazione o nei giorni immediatamente successivi, magari anche accanto a sensazioni o emozioni piacevoli, si sono trovate a sperimentare disturbi fisici del più svariato genere, mal di testa, stanchezza, nausea, capogiri, formicolii, dolori alle articolazioni o ai muscoli, qualcuno anche febbre… Come già anticipato sul materiale introduttivo da sempre presente sul sito invito le persone, qualora verificati essere solo disturbi, a pazientare vista la transitorietà di questi effetti. Invito che ha sempre sortito esito positivo.
Potremmo definire questi fastidi come effetti percepiti sul piano fisico di un generale risettaggio che viene avviato dentro di noi nel momento dell’attivazione. Com’è facilmente intuibile ogni cambiamento di settaggio, di impostazione alla quale siamo abituati viene da noi percepito con una sorta di disagio. Questo anche quando la nuova impostazione sia migliorativa rispetto a quella precedente; in fin dei conti la precedente ci era familiare e persino le forzate e dispendiose compensazioni che dovevamo mettere in atto a causa delle sue carenze erano diventate automatismi. I cambiamenti difficilmente sono affrontati con fluidità.
Ma nel caso dell’attivazione ritengo che, con un po’ di buona volontà, non sia poi necessario sperimentare i disagi fisici.
Mi sono accorto che negli intenti dell’attivazione invito ad avviare e svolgere il processo in sicurezza e nel pieno rispetto della personale integrità, ma non menziono specificatamente che questo avvenga senza arrecare disturbi sul piano fisico. In questo caso la nostra innata saggezza, invitata a supervisionare lo svolgimento del processo, potrebbe trovare appropriato farci passare per qualche disturbo fisico non pericoloso pur di “ottimizzare” il suo svolgimento. Ma ricordiamo sempre: l’attivazione consiste in un intento che noi diamo a noi stessi. Fa quello che noi abbiamo deciso, né più né meno. Quindi, se qualcuno vuole evitare questi eventuali disturbi fisici può porsi nella condizione di considerare che non sono affatto necessari, e può in sé darsi un ulteriore intento affinché il processo dell’attivazione si attui senza però provocare disturbi fisici. Provate.
Vi è un altro aspetto sul quale sarebbe interessante indagare e che effettivamente non ho mai approfondito: potrebbe anche darsi che nelle persone che con l’attivazione accusano disturbi fisici siano trattenute delle convinzioni più o meno conscie del tipo: “Qualsiasi cambiamento porta sofferenza”, “Il progresso interiore / l’Illuminazione si può ottenere solo con fatica e sofferenza”, “Ogni volta che ho sperimentato un cambiamento sono stato/a male” etc… la lista potrebbe essere virtualmente infinita. In questo caso il vostro processo avverrebbe nel rispetto della vostra integrità, rappresentata anche dal vostro sistema di credenze…
Se questo fosse il caso vostro provate comunque ad aggiungere l’intento poco sopra descritto. Può darsi che l’attivazione vi aiuti progressivamente anche a spostarvi con rispetto ed eleganza su credenze più liberanti per voi.
IL DOPO ATTIVAZIONE – “L'HO FATTA…MA NON HA FUNZIONATO”
Più passa il tempo e più si accumulano i vostri resoconti, più mi rendo conto di quanto l’attivazione sia un processo che va a interessare soprattutto la personale consapevolezza. Non soltanto però per quanto riguarda l’espansione della consapevolezza provocata da questo processo, ma anche per quanto noi desideriamo coltivare l’espansione della nostra consapevolezza. Fare l’attivazione e sperare di aver schiacciato il pulsante che realizzerà i propri pii desideri significa in linea di massima aver messo una bella pietra sopra il processo. Anche se questo avesse a lavorare, noi guardiamo altrove, guardiamo alle nostre aspettative… potrebbe non trovarsi lì il cambiamento appropriato per noi. L’attivazione è uno strumento. Se noi non ci prendiamo la briga di utilizzarlo rimane nella cassetta degli attrezzi. Bello, nuovo, scintillante ma inutile. Proprio per stimolarci e abituarci ad essere attivi nel processo di crescita della nostra consapevolezza ho proposto lo strumento del test. È solo uno spunto, magari per invitarvi a trovare qualcosa che per voi sia addirittura utile e migliore.
Questo invito all’essere attivi e attenti nei confronti di questo strumento a maggior ragione mi arriva dal fatto che l’attivazione, dopo un periodo immediatamente iniziale nella quale in qualche modo si fa “sentire”, nella maggior parte dei casi si assesta in una manifestazione progressiva ma estremamente gentile, potremmo quasi dire paziente e silenziosa. A dire il vero questo io lo trovo molto appropriato. Per fare un esempio che può essere facilmente compreso perché trova rispondenza nella vita di ognuno di noi, che sarebbe accaduto se fossimo passati da bambini ad adulti nel giro di una notte? Che sarebbe accaduto quando alla mattina ci fossimo guardati allo specchio? Non ci saremmo messi ad urlare dallo spavento non riconoscendoci affatto nella persona che vedevamo riflessa? E non saremmo rimasti completamente spiazzati nel non riconoscere il modo differente con il quale i pensieri cominciavano a muoversi nella mente? O riguardo i diversi gusti o interessi che salgono dal motore dei nostri desideri? Non saremmo rimasti angosciati nel sentire il diverso suono della nostra voce o nel nostro sbattere contro gli spigoli nell’incapacità di muovere con appropriatezza delle membra così grandi?... Credo di avervi reso l’idea. Ci sono persone che sono disposte ad integrare cambiamenti in maniera estremamente rapida e senza particolari contraccolpi. Ma la maggior parte di noi necessita del piacere di integrare con calma e appropriata progressione i cambiamenti. In ogni momento del processo io devo essere in grado di riconoscermi, di non ritrovarmi estraneo a me. Questo fondamentalmente è il senso del rispetto della propria integrità invocato nell’attivazione.
Invito quindi tutti, anche coloro che già l’attivazione l’hanno fatta e magari messa in un cassetto, a provare a ritirarla fuori e vedere quali novità ha portato nella propria vita.
Un abbraccio di cuore e un ringraziamento a tutti voi,
Diego